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BIODIVERSITA'
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L’accenno precedente ai profili sensoriali rimanda alla terza peculiarità dell’olio di oliva extra vergine, e cioè la infinita varietà di aromi e di gusti con cui si offre al consumatore.

Non c’è un olio extra vergine di oliva uguale ad un altro, né in termini di profilo sensoriale, né di contenuto di antiossidanti.

L’accenno precedente ai profili sensoriali rimanda alla terza peculiarità dell’olio di oliva extra vergine, e cioè la infinita varietà di aromi e di gusti con cui si offre al consumatore.

Non c’è un olio extra vergine di oliva uguale ad un altro, né in termini di profilo sensoriale, né di contenuto di antiossidanti.

Ciò è dovuto alle diverse condizioni ambientali in cui cresce e matura l’oliva, alle caratteristiche dei terreni e, soprattutto, alla grande ricchezza genetica della pianta dell’olivo. Sono state censite ben 1275 cultivar di olivo nel mondo e in Italia ce ne sono più di 500. Si percepisce meglio il significato di questa peculiarità se la si confronta con il caso degli oli di semi, per i quali la finalizzazione produttiva ha condotto alla selezione di pochissime varietà e, in alcuni casi, alla diffusione di una varietà geneticamente modificata e sostanzialmente identica in tutto il mondo!

Insomma: l’olio extra vergine di oliva come modello e frutto della biodiversità; gli oli di semi come modello e frutto della omologazione genetica e della standardizzazione produttiva.

Fonte Associazione Tree

 

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